#ProgrammaIlFuturo e l’esperienza dell’ #OraDelCodice: imparare a “programmare” come a “leggere, scrivere e calcolare”

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Ottanta bambini delle quinte classi della scuola elementare “Piero della Francesca” di Roma hanno dato vita ad una giornata del tutto speciale.


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Durante la settimana mondiale dell’ “Ora del Codice“, dal 7 al 13 dicembre 2015, nella giornata di venerdì 11 dicembre, i bambini della scuola “Piero della Francesca” sono diventati dei “piccoli” programmatori, mettendosi in gioco con coraggio e tenacia.


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Sono stato selezionato da TIM, insieme ad altri colleghi, come “TIM Ambassador“, grazie al sostegno dell’azienda al progetto “Programma il Futuro” (l’iniziativa di MIUR e CINI che sostiene l’introduzione strutturale nelle scuole dei concetti di base dell’informatica attraverso la programmazione), in seno all’iniziativa di Telecom Italia “EducaTI“, e così ho potuto vivere questa meravigliosa esperienza.

Assistere e sostenere questi bambini, accompagnandoli alla “scoperta” dei concetti base della programmazione, è stato davvero entusiasmante!


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Ogni gruppo di circa 20 bambini si è avvicendato nel laboratorio multimediale della scuola per una sola ora, ma con molto stupore ho potuto già “apprezzare” le innumerevoli loro potenzialità.

Spesso divertiti e con gli “occhi sgranati” di curiosità, si sono dimostrati appassionati al tema, desiderosi di scoprire i “retroscena” delle macchine digitali dalle quali sono circondati sin dalla nascita (del resto, sono proprio loro i veri “nativi digitali”).

Divertente il giochino iniziale, che abbiamo chiamato “il computer umano”, in cui uno di loro si è prestato ad “essere” un computer, e tutti gli altri dei programmatori.

E poi via alle domande:

  • come e cosa pensano i computer?
  • cos’è il pensiero computazionale?
  • come renderli intelligenti?
  • qual è il linguaggio da utilizzare per comunicare con loro?

Non sono mancate tante osservazioni e ulteriori domande.


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Ma dopo i primi venti minuti introduttivi, tutti si sono messi all’opera con tastiera e mouse “alla mano”.

In “compagnia” di Angry Birds e di altri personaggi dei video giochi, hanno “scritto” i loro primi programmi, e provato e riprovato tenacemente fino a raggiungere l’obiettivo prefissato da ogni esercizio, anche cercando di utilizzare tutti i “blocchi” a disposizione e riducendo il numero di “istruzioni” necessarie.

Mi sarei aspettato che i bambini arrivassero a svolgere solo i primi 8-10 esercizi su 20 (e già sarebbe stato un buon risultato, visto il tempo limitato), ma invece tanti di loro sono arrivati a svolgere il 15°-16° esercizio.

E’ stato emozionante vederli “alle prime armi” nei panni di “piccoli” programmatori, e altrettanto poterli stimolare e incoraggiare.


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Alla fine è arrivato per tutti l’ “Attestato di Completamento” de “L’Ora del Codice”, come riconoscimento del loro impegno e dell’interesse dimostrato.


Credo molto in questa “intuizione”: insegnare il “pensiero computazionale” e la “programmazione” sin dai primissimi anni di scuola, per dare uno strumento valido che si affianchi al saper  “leggere, scrivere e calcolare”.

Questa giornata mi rimarrà senz’altro nel cuore, innanzitutto per l’esperienza “umana”, ma anche per essermi reso conto, molto da vicino, di quanto sia importante e opportuno investire in questa direzione.

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Salvatore Di Loro

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